Il racconto della traversata
A cavallo attraverso Marche, Umbria e Lazio: dalla spiaggia di Porto Sant'Elpidio fino al mare di Marina Velca.
2 mari
dall'Adriatico al Tirreno
3 regioni
Marche, Umbria e Lazio
1.450 m
sull'altopiano di Castelluccio
14
tra guide e cavalieri
Questo viaggio equestre ha rappresentato una straordinaria traversata dell'Italia centrale, partendo dalle rive dell'Adriatico per raggiungere il Mar Tirreno. Il percorso ha attraversato territori di grande valore naturalistico, storico e culturale, seguendo antiche vie di comunicazione, ippovie, ferrovie dismesse, sentieri montani e percorsi storici che hanno consentito di viaggiare prevalentemente lontano dal traffico veicolare.
L'itinerario si è sviluppato attraverso tre regioni, Marche, Umbria e Lazio, offrendo paesaggi estremamente vari: dalla costa adriatica ai Monti Sibillini, dagli altopiani di Castelluccio alle vallate umbre, fino alle terre etrusche della Tuscia e alle spiagge del litorale tirrenico.
Marche
La partenza è avvenuta dalla spiaggia di Porto Sant'Elpidio, sulla costa adriatica.
Dopo aver lasciato il mare alle spalle, il percorso ha seguito l'Ippovia del Fiume Tenna, una delle più interessanti infrastrutture equestri delle Marche. Il tracciato si sviluppa lungo la valle del Tenna, consentendo una progressiva risalita verso l'entroterra attraverso campagne coltivate, borghi storici e paesaggi collinari tipici della regione.
Si sono attraversati i territori di Servigliano e successivamente di Amandola, porta naturale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
La progressiva salita verso la montagna ha offerto panorami sempre più ampi sui Sibillini, fino a raggiungere Montemonaco, uno dei centri più caratteristici dell'area, legato alle leggende della Sibilla Appenninica.
Lasciato Montemonaco, il percorso ha proseguito verso il valico appenninico raggiungendo il celebre altopiano di Castelluccio di Norcia.
L'arrivo a Castelluccio costituisce uno dei momenti più suggestivi dell'intero viaggio. L'altopiano, posto a circa 1.450 metri di quota, rappresenta uno dei paesaggi più iconici dell'Appennino centrale, caratterizzato da vaste praterie d'altura e da panorami che si estendono a perdita d'occhio.
Da qui la discesa ha condotto verso Norcia, città di origine romana e importante centro storico dell'Umbria montana.
Umbria
Da Norcia il viaggio è proseguito seguendo il sedime della storica Ferrovia Spoleto-Norcia.
Questa antica ferrovia, considerata una delle opere ingegneristiche più importanti realizzate in ambiente montano in Italia, offre oggi un percorso ideale per il turismo lento e l'equitazione.
Lungo il tracciato si attraversano viadotti, gallerie e punti panoramici che dominano la Valnerina, fino a raggiungere la località di Serravalle.
A causa dell'interruzione del percorso ferroviario tra Serravalle e Borgo Cerreto, dovuta ai lavori di recupero e ristrutturazione del tracciato, si è resa necessaria una deviazione.
Da Serravalle il percorso è quindi salito verso il borgo di Nortosce, piccolo centro montano situato in posizione panoramica sopra la valle.
Successivamente si è effettuata la discesa verso Borgo Cerreto, dove è stato possibile ricongiungersi all'itinerario originario.
Seguendo il corso del fiume Nera, il viaggio è proseguito attraverso la Valnerina raggiungendo Piedipaterno.
Da qui si è continuato verso Marmore, località nota per la presenza della celebre Cascata delle Marmore, una delle più alte cascate artificiali d'Europa.
Lasciata Marmore, il percorso ha iniziato a risalire i rilievi che dominano la Conca Ternana fino a raggiungere i Prati di Stroncone.
La tappa ha avuto come riferimento il centro equestre Il Torello, immerso nei boschi e nei pascoli dell'area montana.
Questa zona rappresenta uno degli ambienti naturali più suggestivi dell'Umbria meridionale, caratterizzato da faggete, pascoli e ampi panorami sulla valle del Tevere.
Dai Prati di Stroncone il viaggio è proseguito in direzione sud raggiungendo Otricoli.
L'area è ricca di testimonianze archeologiche e conserva importanti resti della città romana di Ocriculum, antico centro strategico lungo il Tevere.
Lazio
Lasciata Otricoli, il viaggio è entrato nel territorio laziale seguendo percorsi rurali e strade storiche che conducono verso l'antica area dei Falisci.
La tappa ha raggiunto l'area archeologica di Falerii Novi, importante testimonianza della civiltà falisca e romana.
Da Falerii il percorso ha seguito due dei più importanti itinerari storici dell'Italia centrale: la Via Amerina e la Via Francigena.
Attraverso boschi, forre tufacee e campagne della Tuscia si è raggiunta la splendida città di Sutri.
Sutri rappresenta uno dei gioielli archeologici del Lazio, con il suo anfiteatro romano scavato nel tufo e il centro storico ricco di testimonianze medievali.
Da Sutri il viaggio è proseguito verso il territorio etrusco della Tuscia.
Attraversando il Parco Naturale Regionale Marturanum si è raggiunta Civitella Cesi.
Questo tratto è stato particolarmente affascinante grazie alla presenza di necropoli etrusche, vie cave, boschi secolari e ambienti naturali pressoché incontaminati.
L'ultima parte del viaggio ha condotto verso il mare Tirreno.
Attraversando le campagne della Maremma Laziale si è raggiunta Tarquinia, una delle più importanti città della civiltà etrusca.
Da Tarquinia il percorso è terminato presso Marina Velca.
Marina Velca · Mar Tirreno
L'arrivo sulla spiaggia ha rappresentato il coronamento dell'intera traversata: dopo centinaia di chilometri percorsi tra montagne, vallate e siti storici, cavalieri e cavalli hanno raggiunto il Mar Tirreno, dove è stato possibile entrare in acqua e fare il bagno con i cavalli, vivendo un momento di straordinaria emozione e condivisione.
Conclusioni
Il viaggio ha unito tre regioni dell'Italia centrale attraverso un itinerario di grande interesse paesaggistico, storico e culturale.
Dall'Adriatico al Tirreno, passando per i Monti Sibillini, la Valnerina, la Cascata delle Marmore, le antiche vie romane, la Via Francigena e i territori etruschi della Tuscia, il percorso ha consentito di riscoprire il territorio secondo i ritmi naturali del cavallo.
L'esperienza ha dimostrato come l'equiturismo possa rappresentare una forma autentica di viaggio lento, capace di valorizzare il patrimonio ambientale e culturale italiano, favorendo un rapporto diretto con la natura, con la storia dei luoghi attraversati e con le tradizioni delle comunità locali.
In sella
Sandro Montironi
Guida Equestre ASC per le Marche e Est Umbria
Fabrizio Riganelli
Guida Equestre ASC per Ovest Umbria e Lazio
Rosangela Censori
Guida Ambientale del Parco dei Sibillini
Mauro Riva
Da Como
Maurizio Zanini
Da Como
Samuele Aloigi
Dal Casentino
Alessio Stefanini
Agriturismo Antico Casale di Marmore
Piero Riganelli
Da Falerii Novi
Lisa Ghini
Dal centro ippico Rocchi di Sutri
Francesca Del Prete
Da Capodarco (Fermo)
Micaela Fortuna
Da Monte Urano (Fermo)
Sandro Patrignani
Dal centro ippico Il Torello dei Prati di Stroncone
Claudia Timpani
Da Terni
Filippo Di Mulo
Da Servigliano
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